sabato 14 luglio 2012

Sibilla Summer Night 2012

Programma 2012
Sabato 21 luglio 
  • ore 10.00 – Il Sentiero delle Cascate Nascoste: escursione guidata lungo il suggestivo sentiero all’interno dei boschi di Smerillo e Montefalcone, durata circa 2 ore. Prenotazioni: 0734.79136.
  • ore 12,30 – Ristoro: pranzo a menù fisso con erbe spontanee presso il ristorante “Le logge” di Smerillo - Prenotazioni: 348.2523933 – 0734.79129.
  • ore 16.00 – Le acque dei luoghi incantati: Inaugurazione e presentazione mostra fotografica nei locali dell’Abbazia dei SS. Ruffino e Vitale.
  • ore 17.00 – Premiazione del Concorso fotografico Bando di partecipazione sul sito www.comunitamontanasibillini.it 
Domenica 22 luglio 
  • ore 7.30 – Il percorso dell’acqua: escursione guidata sui Monti Sibillini, dalla Gola dell’Infernaccio fino a Capotenna. Durata circa 4 ore. Info e prenotazioni CAI sez. di Amandola, 328.8462979.
  • ore 16.00 - 20.00 – Vivere il Lago Attività ludico- ricreative completamente gratuite al lago di S. Ruffino: giri in pedalò e in barca, percorsi in mountain bike (noleggio gratuito di biciclette per grandi e piccoli), cavalcate su pony.
  • Durante il pomeriggio spettacoli di volteggio su cavallo ed animazione di clown. Gratuiti gli equipaggiamenti di sicurezza (casco, giubbetti di salvataggio).
  • ore 20.30 – Cena a menù fisso presso l’Osteria del Lago (Prenotazioni 339.8456083).
  • ore 22.00 – Gli amici dello zio Pecos in concerto sulle rive del lago.
  • Stand gastronomici e birra HB.

venerdì 18 novembre 2011

Il villaggio dei Gioielli della Terra Picena



La storica e suggestiva Piazza del Popolo di Ascoli Piceno costituisce la splendida cornice per la mostra/mercato dove verranno ospitati, all’interno di chioschi in legno, tutti i produttori in modo da creare una sorta di villaggio diviso in sei piccole piazze, ognuna dedicata ad un prodotto tipico piceno: la piazza della Mela Rosa dei Sibillini, quella dell’Olio, del Vino, dei Tartufi, dei Prodotti del Bosco e della Montagna.
Quest’anno, presso la Loggia dei Mercanti della Chiesa di San Francesco, la manifestazione verrà arricchita dalla presenza di uno spazio allestito e dedicato alle botteghe di antica tradizione artigiana picena. Sarà possibile osservare “le mani sapienti” dei maestri durante la realizzazione di oggetti affascinanti, semplici ma indispensabili, e provare le proprie capacità manuali utilizzando l’argilla, il legno, il rame, il vimini ed il travertino.

Per maggiori informazioni visita il sito: http://www.gioiellidellaterrapicena.com/

venerdì 12 agosto 2011

TGR Marche dell' 11 agosto 2011. Amandola e i Sibillini

clicca sull'immagine per vedere il video


Puntata del TGR Marche dell'11/08/2011 edizione delle 19.30 in cui si parla della crescita del turismo ad Amandola e nei Sibillini

martedì 19 aprile 2011

La Sibilla Appenninica

La Sibilla Appenninica, detta anche Sibilla Picena, non rientra tra le dieci Sibille dell'epoca classica riportate da Marco Terenzio Varrone, nonostante le prime fonti su questa figura risalgano all'inizio dell'era imperiale.
Un primo riferimento storico riconducibile alla Sibilla Appenninica si trova nella Storia dei Cesari di Svetonio, che, a proposito di Vitellio, accenna ad una veglia negli Appennini tenuta prima del suo ingresso a Roma nel 69[1]:
(LA)
« In Appennini quidem iugis etiam pervigilium egit »
(IT)
« Sulla sommità dell'Appennino si fece anche una veglia »
Anche Trebellio Pollione nella sua Storia Augusta riporta un episodio relativo a Claudio il Gotico, che, nel 268, consultò sul suo futuro un oracolo negli Appennini:[2]
(LA)
« Item cum Appennino de se consuleret, responsum huius modi accepit »
(IT)
« Analogamente, quando negli Appennini chiese del suo futuro, ricevette il seguente responso »
Con l'avvento del Cristianesimo, l'origine pagana della Sibilla ne provocò un'interpretazione demoniaca, che è evidente nel romanzo cavalleresco Il Guerrin Meschino, scritto da Andrea da Barberino.
In questo racconto, ambientato nell'anno 824, un cavaliere si reca presso la Grotta della Sibilla, sui monti Sibillini, per conoscere l'identità dei suoi genitori, ma la Sibilla lo trattiene tentandolo a peccare e rinnegare Dio.
Questa interpretazione infernale è progressivamente incupita nelle successive versioni del romanzo, stese nel periodo dell'inquisizione (come quella del 1785 pubblicata a Venezia), nelle quali la figura della Sibilla è addirittura sostituita da quella della Maga Alcina.
La fama della Sibilla era tale che Agnese di Borgogna inviò Antoine de La Sale a visitare la sua grotta il 18 maggio 1420. Da questa visita nasce Il Paradiso della Regina Sibilla, il diario di viaggio nel quale riporta disegni particolareggiati e descrizioni della grotta.
Sulla più antica trama della leggenda della Sibilla Appenninica, a cui si erano ispirati sia Andrea da Barberino sia Antoine de La Sale nel XV secolo, nacque in Germania, sin dalla fine del trecento, la leggenda del valoroso cavaliere Tannhäuser che si reca a Monte Sibilla, chiamato Venusberg, (Monte di Venere) e dopo essere stato per un anno tra le braccia di Frau Venus, da cui il nome Frau Venus Berg per la grotta, si reca dal Papa Urbano IV per avere l’assoluzione dai suoi peccati. Non la otterrà e ritornerà fra le braccia della sua tanto amata Venere. Il finale nella rielaborazione tedesca della leggenda s’inverte rispetto a quello del Guerrino e il Papa sarà condannato per l’eternità. È alla variante Tedesca della leggenda della Sibilla Appenninica e particolarmente all’eros trionfante nel finale che si ispirò Wagner per il suo Tannhäuser.[3]
Secondo la tradizione locale, la Sibilla è una fata buona, veggente ed incantatrice, ma non perfida o demoniaca circondata dalle sue ancelle che scendono a valle per insegnare a filare e tessere le lane alle fanciulle del posto.
Simile a questa è la tradizione per la quale le fate sarebbero donne bellissime con piedi caprini, che di notte frequentano le feste ed i balli dei paesi, ma devono ritirarsi sui monti prima dell'alba: alla fuga precipitosa da una di queste feste nella quale si erano attardate, la leggenda fa risalire la Strada delle Fate, una faglia a 2000 metri sul Monte Vettore.
Altra leggenda è quella che vede la regina Sibilla e le sue fate come donne bellissime, ma che si trasformano ad ogni fine settimana in serpenti, che nella tradizione celtica è simbolo di fertilità e guarigione, per il fenomeno della muta della pelle di questi animali.
Sempre secondo la tradizione locale, fu la Sibilla a scaraventare sull'antico paese di Colfiorito una pioggia di pietre per punire gli abitanti per la loro mancanza di rispetto nei confronti delle sue fate. Gli abitanti abbandonarono questa località, ma successivamente un popolo nomade rifondò il nuovo paese di Pretare, stringendo legami di forte amicizia con le fate stesse.


Info tratte da WIKIPEDIA

Sibylla Italica


As well as possessing outstanding environmental interest, the Sibillini National Park stands out particularly because of its great anthropological value; this is evidenced by the historic appeal of the area throughout Europe, with its glorification of the archetypal female/mother figure investing the park with a rich symbolism.
There is plenty of evidence of the attention given to this area in the cultural circles of medieval Europe, which even inspired the continental literature of romantic chivalry (as portrayed in Guerrin Meschino, Tannhäuser and the writings of Antoine de La Sale); there are also the geographic and topographic references made by educated pilgrims on their way to Rome and the casket of the initiates of the Grail Orders.
Mount Sibyl, with its crown-shaped summit, its lake, its cave and its watershed location in Central Italy, would probably have been thought of as an omphalos, a generating centre, in the Picene-Sabine-Roman ages.

The division of the book into monothematic chapters facilitates a comprehensive examination of previously unexplored literary themes, the relationships between which are ultimately interwoven to produce a rich, complex tapestry: the proto-European value of the Sibylline myth; the parallels between history and legend; the psychoanalytic reading of the territory; the mythology of the waters; the archetypes of knowledge; the literary testimony; the pilgrim routes; the aggregating strength of the rite; the mysterious energies of the earth.
Starting from literary, anthropological, linguistic and archaeological clues we can draw the outline of a widespread treasure trove, comprising culture, religiousness, environment and art. The resulting map affords us a glimpse of the amazing background to the secrets of the ‘fatal’ mountain.